LA VICENDA TRAGICA DEL DEPURATORE DEL GARDA…FINITA IN FARSA!
È di queste ore la decisione del Ministero dell’Ambiente di localizzare il futuro Depuratore del Garda ad Esenta di Lonato, già indicata ben 17 anni fa, nel lontano 2007, dopo che l’ipotesi di costruire un mega depuratore a Visano era stata cestinata per il noto contenzioso con la Provincia di Brescia.
Dopo Esenta, le ipotesi avevano indicato dapprima Muscoline, poi Gavardo-Montichiari ed infine il clamoroso ritorno ad Esenta.
Parafrasando Venditti “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, solo che il tutto si è basato in questi anni su documenti improbabili e di parte, molta superficialità, disprezzo e spreco del denaro pubblico e complicità di Istituzioni ed Enti politici ad ogni livello.
La soluzione del problema è molto semplice:
1) La separazione delle acque bianche e nere dei comuni del Garda (quanto tempo si è sprecato e si spreca tutt’ora senza intervenire?);
2) L’eventuale sostituzione della condotta sublacuale Toscolano – Torri del Benaco, con costi decisamente più contenuti rispetto ad ogni altro intervento;
3) La confluenza con l’impianto di Peschiera, potenziato e rinnovato, naturalmente funzionale ed efficace a seguito dell’attuazione del punto 1, come sempre affermato dai Comitati ambientalisti;
4) Il preservare dallo scarico dei reflui il fiume Chiese, già assai precario nel suo equilibrio ecologico e che nulla ha a che spartire con la corretta risoluzione della questione.
E invece?
Un primo passo falso è stato, a mio avviso, l’accordo del 2017 tra le Regioni Lombardia e Veneto (stessa filiera politica- Lega di Salvini) del contratto di uso comune del depuratore di Peschiera, pagato al 50% dalla provincia di Brescia, a favore dei 2 impianti, uno per Regione, con evidente aumento incontrollato dei costi.
Il secondo è stato il dichiarare a tutti i livelli che la condotta sublacuale stava per implodere, una sorta di attenti al lupo, dimostrata poi dalle perizie degli stessi gestori un allarme falso; in ogni caso non da cancellare ma semplicemente da sostituire con una nuova.
Il terzo è stato la strana alleanza dei soggetti coinvolti, dai Presidenti delle Regioni Veneto e Lombardia, quelli delle Provincie di Brescia e Verona, la Presidente della Comunità del Garda che è stata contemporaneamente anche Ministro.
E poi l’Università di Brescia, che ha avallato progetti improbabili, costosi e anti tutto (economici, ambientali) ed infine Prefetti e Commissari adeguati ai voleri politici.
Tutti accomunati dal rigettare aprioristicamente gli studi e le perizie alternative dimostratesi valide dai Comitati di difesa dell’Ambiente.
Alcuni partiti, in particolare la Lega, ora si oppongono localmente alla soluzione “Esenta” ma hanno propri referenti in ruoli di potere decisionali (Presidente di Regione, viceministro dell’Ambiente, assessore regionale all’Ambiente).
Siano dunque coerenti fino in fondo e dicano con chiarezza la strada da percorrere perché ormai il tempo è scaduto.
